Appunti personali sull'ottimizzazione SEO per i motori di ricerca

L'autorevolezza non Ť la popolaritŗ

Come riconoscere la popolarità di un sito o di un autore dall'autorevolezza vera e propria su un particolare argomento? Il motore di ricerca Google nasce sul concetto di popolarità ( web popularity ) sulla base dell'analisi dei link in entrata verso una pagina. Col tempo Google ha migliorato progressivamente questa parte dell'algoritmo, analizzando non più soltanto la quantità dei link ma anche la qualità degli stessi ( page rank ). Il ragionamento è molto semplice, se un sito web o una pagina web ottiene molti link da altri siti/pagine web, è probabilmente molto noto. Ad esempio, il sito del governo italiano ha molti link in entrata ed è ovvio che sia popolare. Il ragionamento sembra essere corretto, perlomeno a prima vista... In realtà l'algoritmo della web popularity è oggetto di forti critiche in quanto i link non sono l'unico fattore della web popularity e talvolta potrebbero un fattore ingannevole della web popularity. Facciamo due esempi pratici:

  • Siti con pochi link ma popolari. Un sito web poco linkato potrebbe essere molto popolare. Impossibile? Non è detto. Sul web molti utenti visitano siti web di nascosto... basti pensare agli argomenti legati al sesso ma sicuramente non li linkano dai propri blog o dalla bacheca del proprio profilo su Facebook. Questi siti web sono molto popolari ma l'algoritmo di Google non riuscirebbe a capirlo.
  • Siti impopolari con molti link in entrata. D'altra parte, qualsiasi contenuto sul web potrebbe essere linkato da altri utenti senza che questi abbiano visitato la pagina in questione. Basti pensare ai fenomeni come il Google bombing o lo stesso SEO.

L'algoritmo della popolarità di Google è soltanto un criterio di selezione come altri, a volte imperfetto e discutibile. La vera questione è però un'altra... ciò che è popolare è anche autorevole? Non è un problema soltanto del web. Ad esempio, in politica prende più voti la persona che riesce a convincere più elettori... non quella più capace a risolvere i problemi. Lo stesso accade sul web. Un sito web popolare non è detto che sia anche autorevole su un argomento.

Popolarità non significa autorevolezza... e viceversa

La distinzione tra popolarità e reputazione sarà un aspetto molto importante per i motori di ricerca del prossimo futuro. I nuovi algoritmi di Google sembrano aver ridimensionato la popolarità a favore dell'autorevolezza. Ciò che conta di più è l'autorevolezza di una sito web, del proprietario o dell'autore di un pezzo, su un determinato argomento. In altri termini, avere migliaia di link verso una pagina può rendere un contenuto popolare ma, se non è considerato anche autorevole, questo non sarà preso in considerazione. Stando a quello che dice Matt Cutts in un video, se una persona scrive soltanto su un argomento, prima o poi sarà comunque premiato in termini di autorevolezza su Google su quell'argomento, indipendentemente dal fatto che sia linkato o meno da altri.

A mio giudizio, oggi per calcolare l'autorevolezza Google usa un mix di fattori, il rank del dominio, del publisher e del proprietario del dominio, le informazioni sul comportamento degli utenti tramite le SERP, sul social network G+, su Google Analytics ecc. A questi fattori ne aggiunge altri, meno noti, basati sull'analisi semantica dei termini all'interno dei contenuti di una pagina o di un sito. Questi ultimi potrebbero essere gli algoritmi dell'autorevolezza di cui parla, molto vagamente, lo stesso Matt Cutts. Probabilmente a determinare le SERP non esiste più un solo e unico algoritmo ma almeno cinque sei, ognuno dei quali segue regole e misurazioni differenti. Le SERP sono, infine, un frullato tra la vecchia popolarità e la nuova autorevolezza.

Chi decide l'autorevolezza

Su quanto sia giusta l'autorevolezza che emerge dai risultati di Google... si potrebbe però ampiamente discutere. Personalmente ho notato alcuni aspetti abbastanza criticabili. Ne cito qualcuna.

  • Testate giornalistiche. Le SERP sembrano aver preso il posto di Google News, con molti risultati provenienti dalle testate giornalistiche. In precedenza le news erano concentrate in un unico link "Risultati d Google News" mentre oggi occupano le SERP nelle prime tre o quattro pagine dei risultti. Forse Google vuole disinvestire su Google News ma, così facendo penalizza la qualità dei risultati delle ricerche.
  • Dizionari online. Alcuni siti autorevoli dominano su altri senza però garantire alcun approfondimento. Basti pensare alla crescita sulle SERP dei dizionari online... i quali, pur dicendo poco, vantano un elevato mix semantico dei termini.
  • Publisher tuttologi. Ci sono, poi, altri aspetti veramente poco chiari. Ad esempio, alcuni publisher sembrano essere considerati autorevoli su tutti gli argomenti ( web tuttologi ) e non soltanto in alcuni campi.
  • Sottodomini non slegati ai domini. I sottodomini non sono più visti come entità slegate dai domini. Chi lavora su un sottodominio di un dominio importante, beneficia dell'autorevolezza di quest'ultimo. Ciò però non vuol dire che sia autorevole. Se un dominio è autorevole, un sottodominio potrebbe non esserlo. Su questo aspetto Google ha senza dubbio fatto un errore.
  • Risultati duplicati nelle SERP. Senza contare i risultati duplicati dei domini nelle SERP dove un sito web può anche comparire con 3/4 volte pagine differenti nella stessa pagina dei risultati, lasciando ben poco spazio alla diversità di opinione e allo storico pluralismo del web. Nel mese di giugno 2013 Matt Cutts disse che in Google erano consapevoli del problema e che l'avrebbero risolto... ma è ormai passato quasi un anno e nulla sembra essere cambiato.

In conclusione... di aspetti poco chiari, tutti ancora da capire, ce ne sono a iosa. Ho quasi l'impressione che il rank dei siti sia stato costruito come avveniva su Dmoz qualche anno fa... e poi applicato su tutto. Ad esempio, un database di link delle principali testate giornalistiche, portali generalisti, università, uffici governativi, ecc. Tutto ciò che appare nel database è autorevole. È ovviamente soltanto la mia impressione e sicuramente sbaglio... sarebbe troppo banale. Magari in lingua inglese i risultati dei nuovi algoritmi di Google sulle SERP sono migliori rispetto a quelli in lingua italiana.

Il site link del sito sulle Serp

I site link possono dare qualche indizio sull'autorevolezza di un dominio agli occhi di Google. Generalmente, quando si cerca il nome di un dominio su Google, il motore di ricerca gli associa un raggruppamento di collegamenti link alle pagine principali dello stesso. Non lo fa con tutti ma soltanto con quelli aventi un minimo di credibilità. Ad esempio, cercando Okpedia il motore di ricerca restituisce il link alla home del sito e una serie di link alle pagine principali ( Economia, Economia politica, Diritto, ecc. ).
ESEMPIO DI SITE LINK DI UN DOMINIO SU GOOGLE

Cosa posso dedurre da queste informazioni? Molto probabilmente il motore di ricerca apprezza del sito soprattutto i contenuti dedicati all'economia politica o, forse, sono i contenuti più condivisi o su cui gli utenti sono maggiormente soddisfatti. Effettivamente... sono proprio quelli più curati e più approfonditi del sito web. 02 / 04 / 2014


 
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