Search Engine Intellingence ( SEI )

Dalla SEO alla SEI, potrebbe sembrare un gioco di parole ma non lo è. Tutti conoscono l'arte dell'ottimizzazione sui motori di ricerca ( Search Engine Optimization o SEO ), dalla fine degli anni '90 ha conquistato l'interesse di milioni di webmaster, blogger e professionisti in tutot il mondo.

Quando morirà la SEO?

La morte della SEO viene annunciata di frequente e spesso per futili motivi o per l'introduzione di un nuovo algoritmo da parte di Google. In realtà, almeno finora, la SEO non è mai morta ma si è sempre trasformata, adeguandosi ai nuovi standard dei motori di ricerca.

Nota. E' sicuramente morto un vecchio modo di fare SEO lasciando il posto ad altre tecniche, strategie e metodi. E' normale che sia così. In un processo di selezione naturale, chi non si adatta al mutamento ambientale è destinato a estinguersi.

Quanto durerà ancora questo processo di adattamento naturale della SEO all'evoluzione di Google? E' difficile dirlo con precisione ma, prima o poi, ci troveremo in un punto di svolta radicale. Di sicuro, il processo non durerà per sempre.

I motori di ricerca integreranno progressivamente i processi di artificial intelligence nei propri sistemi. Sarà sempre più difficile conoscere i fattori di ranking e la formula che li lega.

Per analizzare i nessi di causalità e le correlazioni, soltanto in pochi avranno i mezzi per effettuare un processo di reverse engineering sui search engine. Si passerà dalla SEO alla SEI ( Search Engine Intelligence ).

L'evoluzione dei motori di ricerca in assistenti virtuali

D'altra parte, gli stessi motori di ricerca sono destinati a morire. Nacquero negli anni '90 per fornire indicazioni ai primi internauti sulle risorse della rete internet, decretando la fine delle vecchie web directory ( es. Yahoo! ).

Già da qualche anno, però, i search engine non sono più gli stessi. Il loro ruolo sta cambiando, stanno diventando dei risponditori automatici o assistenti virtuali online. Soprattutto Google.

Come cambieranno i motori di ricerca?

I search engine del futuro avranno un aspetto umano, un volto, e si potrà dialogare con loro utilizzando il linguaggio naturale. L'utente pronuncia una domanda e ottiene la risposta, il tutto senza digitare nulla e senza alcun link su cui cliccare. E' già così sugli smartphone...

Questo processo è iniziato nel 2011-2012, quando Google ha integrato le SERP con le informazioni prelevate dalla sua base di conoscenza ( knowledge graph ) tratta da Wikipedia e migliorata da altre fonti.

Nota. La stessa Wikipedia utilizza agenti artificiali per organizzare le informazioni, in pratica usa l'intelligenza artificiale oltre che il lavoro umano dei redattori.

Alle informazioni dirette si sta aggiungendo la capacità di Google di comprendere il linguaggio naturale delle persone e di fornire dei servizi diretti a valore aggiunto, come le previsioni meteo, il risultato di una partita di calcio, gli orari dei voli, ecc.

esempio di risultati diretti

L'utente non deve più uscire dal motore di ricerca per soddisfare il suo bisogno, non deve più visitare un altro sito.

La sua esigenza viene soddisfatta direttamente sulla SERP. In questo caso, non ha più senso parlare nemmeno di Search User Experience come strumento di ottimizzazione. E' Google a soddisfare l'utente.

In conclusione, si arriverà a un punto in cui l'utente dialogherà direttamente con il motore di ricerca, come fosse una persona, senza avere più alcuna necessità di ricevere dei risultati di ricerca su cui cliccare.

Questa sarà la morte del motore di ricerca e, quindi, la morte definitiva anche della SEI / SEO e della possibilità di ottenere visibilità organica sui motori di ricerca.

Nota. La morte dei motori di ricerca non implica la morte di Google. Al contrario, la società di Mountain View diventerà molto più forte, massimizzerà la sua posizione di leadership online mantenendo al suo interno l'intero flusso organico di utenti, continuando a percepire guadagni pubblicitari e indotti. Forse Facebook gli terrà testa e pochi altri.

25/02/2016

 


 

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